Ance e parco archeologico.

sabato 2 febbraio 2019


 

IL PRESIDENTE

ANCE E PARCO ARCHEOLOGICO

 

L’ing. Massimo Riili, Presidente di ANCE Siracusa, a nome di tutti i costruttori siracusani dice BASTA! alla stucchevole pantomima di alcuni riciclati esponenti politici locali e di qualche ambientalista, lui almeno coerente, che ancora pensano pateticamente a sotterranee intese dei “cementificatori palazzinari”, come ci chiamano loro, con non meglio precisati partiti politici che ostacolano l’istituzione del Parco Archeologico di Siracusa per favorire la speculazione edilizia.

 

Se non fossero delle sciocchezze clamorose sarebbero ben oltre il limite della diffamazione.

 

Come si fa a difendere la legge che avrebbe dovuto salvare il patrimonio archeologico siracusano, nata vecchia ed invecchiata di altri vent’anni senza arrivare a nessun risultato? È accettabile che solo per poter tenere a Siracusa i proventi dello sbigliettamento dei siti si debba mettere in piedi l’ennesimo carrozzone impastato di clientela politica?  BASTA!

 

Con questi politicanti di mestiere vecchi e solo alla ricerca di visibilità, per uscire dalle nebbie che meritatamente li coprono.

 

Ance chiede piuttosto una nuova normativa che nel 2019 Sappia fare agire dove la vecchia Legge ha clamorosamente fallito, pensando alla tutela senza ingessare il territorio, allontanando ogni anche remota volontà di investire dalle nostre parti.

 

Menomale che PANVINI c’è come dicevano un tempo di Silvio! Diciamo grazie alla professoressa Panvini di aver fermato l’orgia autorizzativa in cui il riesumato Consiglio Regionale dei Beni Culturali di crocettiana memoria, ha sfornatoa ddirittura 20, ripeto venti! parchi archeologici siciliani, lasciando per fortuna a mezza cottura quello di Siracusa, per correggere tutte le sviste della scriteriata e frettolosa decretazione di qualche anno fa dell’allora passeggera assessora siracusana.

 

Speriamo bene! E per sfrondare il campo da ovvie facili critiche sul pensiero del “cementificatore pazzo” consiglio a tutti di leggere attentamente i preziosi articoli apparsi in questi giorni sulla Civetta e sul Giornale Dell’Architettura della studiosa, storica dell’arte e giornalista Silvia Mazza che definisce un grande bluff questa sceneggiata dei 20 parchi siciliani e consiglia di dimenticare la borbonica Legge Granata e pensare a qualcosa di meno farraginoso e utile per gli obiettivi che si prefigge.

 

Sei parchi in tutta Italia e venti solo in Sicilia: ma quando la smetteremo di farci del male, sovrapponendo vincoli a vincoli, parchi a piani regolatori, riserve a SIN, per fare in modo che l’unica risposta ad ogni concreta iniziativa di sviluppo sia NO? O peggio per scoraggiare qualsiasi progetto di promozione del nostro territorio? Ma si spera davvero per questa strada di intravedere uno sviluppo alternativo alle tanto (ingiustamente) vituperate grandi aziende industriali? La perimetrazione del Parco archeologico di Siracusa è un gran pasticcio, smisurata nell’estensione ideata in un’ottica miope di tutela senza sviluppo, abbracciando contesti urbani edificati da decenni in cui non c’è più traccia di archeologia ed imponendo inutili vincoli, confondendo il parco urbano a verde della Neapolis, quello si da realizzare, con il Parco Archeologicosenza archeologia, dimenticando invece parti importanti del territorio come osservato dalla Professoressa Panvini e vincolando con furia iconoclastica ed illegittimamente zone B del vigente Piano Regolatore.

 

Sia ben chiaro: se il parco archeologico dovesse restare il pasticcio attuale i Costruttori e i cittadini faranno ogni azione possibile per bloccarnele conseguenze nefaste, riproponendo tutti i ricorsi al TAR già presentati che, se pur meritevoli di attenzione, sono rimasti in caldo solo perché il Tribunale Amministrativo ha detto che al momento il Parco è aria fritta, ridandoci appuntamento a dopo l’approvazione, per sospenderne l’efficacia.

 

Contiamo sulla competenza dell’Assessore Tusa che certamente affronterà con la calma dovuta il problema, diffidando delle sirene che predicano bene e razzolano male: albergatori che fanno business su mostri più o meno abusivi che svettano a pochi metri dal mare sulla costa del Plemmirio, personaggi che abitano ville più o meno abusiveo operatori dello Sport che non si fanno scrupolo di gestire strutture invasive e misteriosamente tollerate nel cuore del Temenite a due passi dal nostro Teatro Greco.

 

Quant’è comodo predicare bene e razzolare male!!!


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