``Scenari futuri e sostenibilità della raffinazione in Italia e in Sicilia``

venerdì 4 maggio 2018 Relazioni Esterne E Comunicazione

COMUNICATO STAMPA
“Scenari futuri e sostenibilità della raffinazione in Italia e in Sicilia: il comparto continua ad essere centrale per lo sviluppo del Paese, in Sicilia serve un quadro certo per programmare investimenti sostenibili”
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Siracusa, 4 maggio 2018 – Quest’oggi, nella sede di Confindustria Siracusa, ospiti ed autorità di primo piano, con il Presidente della Regione Nello Musumeci a concludere i lavori del convegno “Scenari futuri e sostenibilità della raffinazione in Italia e in Sicilia”.

Il Presidente di Confindustria Siracusa Diego Bivona aprendo i lavori ha sostenuto che “occorre superare le contraddizioni che spesso accompagnano lo sviluppo del nostro territorio: un regime vincolistico che ostacola l’attuazione di importanti investimenti per il miglioramento della sostenibilità ambientale, la percezione di un territorio che non sempre è favorevole a sostenere lo sviluppo di un comparto che continua ad essere strategico per la nostra comunità, la mancanza di segnali chiari a chi vuole investire: questo è l’accorato appello che gli industriali lanciano al territorio e alla politica.”

Il Presidente dell’Unione Petrolifera, Claudio Spinaci, nel corso del suo intervento ha sottolineato: “Il downstream petrolifero costituisce un settore strategico per l’approvvigionamento e la crescita del Paese, anche la nuova SEN e la Commissione Europea ne riconoscono la centralità nella transizione energetica e intendono scongiurare ogni rischio di deindustrializzazione della filiera. A tal fine è necessario un quadro certo, capace di attivare una corretta programmazione degli investimenti e una legislazione chiara e non punitiva.
Gli ingenti investimenti già effettuati dal settore hanno consentito ai nostri impianti di produzione ad ai nostri prodotti di essere tra i migliori al mondo sotto il profilo ambientale. In Sicilia la raffinazione garantisce oltre 5000 posti di lavoro stabili ed altamente qualificati anche grazie ai 4 miliardi di euro investiti dal 2000 in poi.
Il costante impegno nello sviluppo e nella ricerca consentiranno al settore di dare ulteriori risposte, concrete e sostenibili, alle sfide ambientali senza pregiudicare la competitività del Paese.”

il Presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli si è occupato degli scenari energetici globali, al fine di capire quanto spazio rimane ancora alla domanda di petrolio nel mondo e in Italia. Ha sottolineato che, “contrariamente all’opinione diffusa, il petrolio rimarrà a lungo la principale fonte a copertura della domanda globale di energia che, nei prossimi 20 anni, aumenterà di un altro 30% sulla spinta della crescita della popolazione e dell’esigenza di quasi 3 miliardi di persone che tuttora non accedono a forme moderne di energia. Il petrolio tal quale - ha sottolineato - non si consuma va sempre lavorato, per ottenere prodotti, come quelli delle raffinerie siciliane, che servono soprattutto come carburanti per il settore dei trasporti dove coprono oltre il 90% della domanda di energia totale. Tutto ciò che richiede petrolio nel mondo cresce e due esempi sono calzanti, la domanda di plastica, che si fa con la nafta, che obbliga ad un suo riciclo per evitare la dispersione nell’ambiente, e il turismo, che comporta più impiego di aerei che funzionano con il cherosene. Le rinnovabili - ha ricordato - servono soprattutto per fr elettricità e questa, seppur in forte crescita nei prossimi anni, non potrà sostituire il petrolio nei trasporti se non per una piccola quota”.

Il Direttore delle Risorse Umane e delle Relazioni Esterne di Isab Lukoil Claudio Geraci ha evidenziato come “il settore pur pagando la crisi mondiale contribuisce per diversi miliardi di euro all’economia siciliana e siracusana e continua a mantenere i siti produttivi in marcia con programmi d’investimento tecnologicamente avanzati” aggiungendo che “è un sistema socialmente stabile e sostenibile nel tempo che migliora costantemente le sue performance ambientali” ma ha sottolineato come questo non sia sufficiente e come sia necessario “costruire un clima di fiducia e di coesione sociale per rendere il territorio attrattivo separando i fatti dalle opinioni” per potere guardare ad un futuro sostenibile.

 

Il Presidente della Regione Nello Musumeci, concludendo i lavori, ha detto: “ho ascoltato con interesse le relazioni che hanno esposto il valore importante delle industrie della raffinazione: esse continuano ad offrire opportunità di lavoro e di sviluppo e la politica è chiamata a fare una scelta condivisa per il territorio: occorre superare le incertezze normative scrivendo insieme le regole per assicurare lo sviluppo sostenibile”. “Abbiamo già sottoscritto per Gela il protocollo per l’attrazione di nuovi investimenti insieme al Mise e messo in piedi la cabina di regia con le autorità di sistema portuale della Sicilia per l’attuazione delle ZES il cui piano strategico è già in lavorazione e verrà presentato alla Presidenza del Consiglio tra tre mesi. Abbiamo avviato le assunzioni all’ARPA e riscriveremo il piano industriale per l’attuazione delle bonifiche. Tutto verrà fatto in maniera condivisa per lo sviluppo e la crescita dei territori: industria compatibile con l’ambiente, agricoltura e turismo”.


Dott.ssa Simona Falsaperla
Responsabile Relazioni Esterne
Confindustria Siracusa
 

 


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