Entrata in vigore delle nuove regole sulla definizione di default e lettera alle Istituzioni europee

lunedì 28 dicembre 2020

 Si ricorda che il prossimo 1° gennaio 2021 entreranno definitivamente in vigore le regole sulla definizione di default (emanate dall’EBA il 18 gennaio 2017) tanto per le banche significative, che potevano decidere di adottarle già dal 1 luglio 2019, che per le non significative.
In base a tali regole, le banche saranno tenute a classificare l’esposizione dell’impresa in default in caso di un arretrato di pagamento, per oltre 90 giorni, su importi di ammontare superiore a 500 euro (complessivamente riferiti a uno o più finanziamenti) e che rappresentino più dell’1% del totale delle esposizioni dell’impresa verso la banca.
Per le piccole e medie imprese esposte nei confronti della banca per finanziamenti inferiori a 1 milione di euro, l’importo dei 500 euro è ridotto a 100 euro.
Va inoltre sottolineato che il default di un’esposizione debitoria dell’impresa comporterà l’automatico default di tutte le esposizioni della stessa impresa nei confronti della banca e di tutto il gruppo bancario. E potrà estendersi anche a tutte le imprese a essa collegata anche nell’ambito di catene di fornitura.
Tali regole potranno determinare un incremento della probabilità di default delle esposizioni delle imprese e pertanto renderanno necessaria una maggiore attenzione da parte delle imprese nella gestione puntuale delle proprie scadenze di pagamento nei confronti della banca, anche per piccolissimi importi, al fine di non essere classificate in default. In proposito, si ricorda che Confindustria, insieme all’ABI e alle altre associazioni di rappresentanza delle imprese partecipanti al Tavolo di Condivisione Interassociativo sulle Iniziative Regolamentari Internazionali (Tavolo CIRI) costituito ai sensi dell’Accordo per il Credito 2019, ha a suo tempo predisposto e diffuso una Guida semplice alle nuove regole sulla definizione di default (allegato).
Si ricorda inoltre che Confindustria ha già da tempo (sin dal primo documento posto in consultazione dall’EBA nel 2015) sottolineato la criticità delle nuove previsioni.
Infatti, ai fini della regolamentazione prudenziale sui requisiti di capitale delle banche, le esposizioni considerate dalle banche in default saranno classificate come deteriorate e sulle stesse dovranno essere accantonate riserve di capitale secondo il cosiddetto calendar provisioning già previsto dalle regole europee in tema di NPL.
Questo vuol dire che se l’impresa andasse in default o la banca mettesse in default l’impresa anche solo sulla base di una propria valutazione di probabile inadempimento (come richiesto espressamente dalla normativa sul default), rispetto a quella posizione dovrebbe cominciare a fare accantonamenti di capitale seguendo lo schema del calendar provisioning (ulteriori accantonamenti di capitale che le banche devono effettuare a copertura integrale dei crediti deteriorati, in un orizzonte temporale di 3 anni per i crediti non garantiti e di 7 anni per i crediti garantiti, o 9 per i crediti garantiti da beni immobili).
Tali regole, oltre a determinare uno shock immediato sulla qualità delle esposizioni delle imprese nei confronti del sistema bancario al termine delle misure straordinarie attivate per sostenere il sistema produttivo durante l’emergenza sanitaria, potrebbero avere comunque l’effetto di impegnare maggiori quantità di capitale prudenziale, drenando eventuali nuove risorse da reimpiegare nel sistema produttivo e comportando una minore flessibilità per la banca nel concedere finanziamenti.
In ragione dei suddetti aspetti e dell’avvento dell’emergenza sanitaria Covid-19, Confindustria – insieme all’ABI e alle altre associazioni di rappresentanza delle imprese partecipanti al Tavolo CIRI - è tornata a chiedere un intervento di proroga o comunque di alleggerimento sia sulle regole sul default sia su quelle relative al trattamento degli NPL, almeno finché gli effetti negativi della pandemia sul settore produttivo non saranno in tutto o in parte assorbiti.
Da ultimo, la lettera inviata alle Istituzioni europee che si rende di seguito disponibile insieme alla Guida.

 

GB


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