La storia

Storia dell’Associazione: l’Industria e l’Associazione

 

Nel 1926 si costituiva l’organizzazione corporativa “Unione industriale delle province di Catania e Siracusa” con sede in Via XX Settembre n. 16 e dal 1928 in Piazza Cesare Battisti n. 3. Alla guida della corporazione per diversi anni il Cav. Giuseppe Conigliaro.

Ancora prima della soppressione dell’Unione industriale delle province di Catania e Siracusa, disposta con decreto luogotenenziale del novembre 1944, un Comitato promotore costituito dai sig.: Cav. Vincenzo Boscarino, Ing. Leonardo Assennato, Ing. Lucio Giudice, Cav. Giuseppe Prazio, Pietro Rinaldo e Concetto Ingarao, convocava, per il 10 marzo 1944 una riunione di industriali e commercianti i quali, nella stessa data, decidevano la costituzione dell’Associazione provinciale degli industriali e degli artigiani di Siracusa, con sede in Via Filippo Cordova n. 18. Lo statuto viene approvato il successivo 17 maggio 1944.

Alle massime cariche sociali furono chiamati: Presidente della sezioni artigiani il cav. Giuseppe Prazio e Presidente della sezione edile l’ing. Leonardo Assennato.

Tra il 1949 ed il 1950 inizia la storia del fenomeno industriale siracusano che trova il suo più massiccio insediamento lungo la fascia costiera Siracusa – Priolo- Melilli-Augusta e nel suo immediato entroterra. L’avvio è dato dall’industriale Angelo Moratti, che installa la Rasiom (RAffineria SIciliana Olii Minerali) poi Esso Italiana ed oggi Sonatrach Raffineria Italiana. Anche altri operatori locali ed in particolare i fratelli Paolo e Sebastiano Pupillo, tradizionalmente agricoltori, esprimono la loro intraprendenza con nuove iniziative e tecniche produttive prima nel campo del cemento e della calce e successivamente, in quello della carta e delle resine espanse. Negli anni ’50 sorgono un importante complesso cementiero (Cementeria di Augusta oggi Buzzi Unicem), uno di manufatti di cemento (Eternit Siciliana), l’Augusta Petrolchimica (oggi Sasol Italy) ed altre medie e piccole unità: Espesi (bromo), Plastionica e plasticonfezione (materie plastiche), Liquigas, Multigas, Meridionale Ossigeno, Distillerie San Paolo.

Tra il 1955 e il 1960 si registra un’altra fondamentale tappa di trasformazione della zona: il gruppo Edison inizia, nel territorio di Priolo-Melilli, la costruzione degli stabilimenti petrolchimici Sincat (Società Industriale Catanese) e, in partecipazione con l’americana Union Carbide, della Celene, mentre, ad opera della Tifeo si realizza ad Augusta la prima centrale termoelettrica. Sincat e Celene vengono, successivamente, incorporate nella Montedison (oggi Versalis-Eni). Nello stesso periodo e sulla spinta delle attività già attivate, l’apparato industriale assume più consistenti dimensioni con l’inserimento di ulteriori iniziative tra le quali: nel campo della carpenteria, montaggio e manutenzione Cosedin, Officine Grandis, Sicilmeccanica Bonaldi, Navalmeccanica Siracusana, Sicilmontaggi, Siciltubi, Gecomeccanica; nel campo alimentare Oleificio Pappalardo e Catalano a Floridia, l’azienda dolciaria Alma a Noto, Sibeg (imbottigliamento Coca Cola) ed ancora lo stabilimento Sotis Cavi per la produzione di cavi e conduttori elettrici; nel campo dei manufatti di cemento e della calce Siaf e La Ferla ed in quello dei servizi ausiliari e del traffico IGM, Borella, Andolina e altri. Negli anni settanta nascerà l’Isab della famiglia Garrone (oggi di Lukoil).

Si evolve in quegli anni anche la struttura dell’Associazione – alla cui Presidenza a partire dal 1952 era stato chiamato Alberto Conigliaro – che si avvia verso l’autonomia organizzativa dei due settori industriale e artigiano. Nel 1963 il dr. Conigliaro lascia la Presidenza dell’Organizzazione in favore della quale, per lunghi anni, aveva profuso apprezzata opera.

Il 10 luglio 1963 l’Associazione approva il nuovo statuto ed assume la denominazione di “Associazione Provinciale degli Industriali”; alla presidenza viene eletto Ugo Gianformaggio, avvocato di fama, personaggio esemplare di cultura e di equilibrio, figura simbolo che per trent’anni, fino al dicembre del 1993, guiderà Assindustria.

Il 15 dicembre del 1993, dopo le dimissioni di Gianformaggio, l’assemblea generale straordinaria elegge Vittorio Pianese. Nascono il Comitato associativo piccola industria e il gruppo Giovani Imprenditori. Per il biennio 1995-1997 viene rieletto Vittorio Pianese ed anche per il biennio 1997 - 1999 è riconfermato Presidente. Con Pianese l’Associazione vive la prima esperienza di concertazione tra gli attori sociali, si fa strada una nuova cultura dello sviluppo concepito e realizzato “dal basso” e si guarda allo sviluppo delle PMI: nasce il "Patto Territoriale" e viene promossa la "Sovvenzione Globale" grazie ai fondi europei.

Nel 1999 Presidente viene eletto Ivanhoe Lo Bello. Saranno tre i mandati che ricoprirà sino al 2005.Lo Bello si pone obiettivi nuovi e sfide lungimiranti che proietteranno l’Associazione siracusana a livello nazionale ed internazionale: l’infrastrutturazione del territorio, il marketing territoriale, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali per lo sviluppo turistico. Nasce “il Masterplan di Ortigia”, i protocolli d’intesa fra Assindustria, enti locali e organizzazioni sindacali, le convenzioni con l’Inda e con Civita. Si realizza anche “il Piano di Gestione Unesco per il Val di Noto”.

Nel 2005 Presidente viene eletto Alvaro Di Stefano. Nel corso dei due mandati (sarà in carica fino al 2009), da autorevole imprenditore, infonde il coraggio, anche nei momenti di crisi economica profonda, a superare le avversità del momento e con tenacia comincia ad affrontare la diversificazione delle pmi guardando soprattutto al turismo.

Nel 2009 diventa Presidente Aldo Garozzo che resterà per due mandati sino al 2013, traghettando l’Associazione dalla crisi alla ripresa. Porta avanti il consolidamento delle aziende del polo industriale e lo sviluppo delle piccole aziende, concertando con le associazioni presenti nella Giunta della Camera di Commercio di Siracusa azioni di rilancio dell’economia provinciale.

Nel 2013 gli succede Franco Siracusano che imposta la sua presidenza con un occhio alla riorganizzazione interna e alla governance politica dell’Associazione. Resterà presidente sino al 2014, a causa del commissariamento voluto da Confindustria.

Nel 2017 viene eletto Presidente Diego Bivona con l’obiettivo di ricostruire l’Associazione, ridare corpo e vitalità alla struttura e rimettere in piedi gli organismi interni di rappresentanza degli imprenditori. Dovrà anche ricostruire i rapporti con l’esterno e puntare ad un rilancio della base associativa. La coesione diventa il fulcro della sua attività. Dovrà nel secondo mandato (2019-2021), affrontare il tema del rilancio della zona industriale, salvaguardando le grandi aziende multinazionali e anche le piccole e medie dell’indotto industriale, con uno sguardo proteso allo sviluppo dei comparti dell’agro-alimentare e del turismo. Promuove “il primo rapporto integrato di sostenibilità del polo industriale” e “il Patto di Responsabilità Sociale” con l’obiettivo di promuovere progetti di sviluppo del territorio con il metodo del dialogo e della condivisione tra organizzazioni imprenditoriali e sociali. L’emergenza della pandemia da Covid-19 segnerà la seconda fase della sua presidenza, caratterizzandola, tuttavia, come capacità di resilienza degli imprenditori e coesione con l’unico obiettivo di puntare alla ripresa.


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