AI Act: dal 2 agosto nuovi obblighi di trasparenza per i contenuti generati con l’intelligenza artificiale

AI Act: dal 2 agosto nuovi obblighi di trasparenza per i contenuti generati con l’intelligenza artificiale

L’Unione Europea compie un nuovo passo verso un utilizzo più responsabile dell’intelligenza artificiale. A partire dal 2 agosto entreranno infatti in vigore le disposizioni dell’articolo 50 dell’AI Act, che introducono specifici obblighi di trasparenza per i fornitori di sistemi di IA generativa e per tutti coloro che utilizzano tali strumenti per creare e diffondere contenuti.

La crescente diffusione di immagini, video, audio e testi realizzati con l’intelligenza artificiale – spesso indistinguibili da quelli autentici – ha reso necessario un quadro normativo volto a contrastare la disinformazione e a rafforzare la fiducia nell’ecosistema digitale.

Le nuove regole prevedono che i produttori di sistemi di IA adottino soluzioni tecniche, come filigrane digitali o metadati, capaci di identificare l’origine artificiale dei contenuti. Parallelamente, chi pubblica materiali realizzati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale dovrà informare chiaramente il pubblico, salvo le eccezioni previste dalla normativa.

Per supportare imprese, sviluppatori ed editori nell’applicazione delle nuove disposizioni, la Commissione Europea ha approvato il 9 luglio un Codice di buone pratiche, elaborato da un gruppo di esperti indipendenti. Il documento, la cui presentazione ufficiale è prevista nelle prossime settimane, fornisce indicazioni operative per dimostrare la conformità agli obblighi previsti dall’AI Act e rappresenterà uno strumento di riferimento anche in caso di eventuali contenziosi.

Tra i coordinatori del gruppo di lavoro figura il professor Dino Pedreschi, docente dell’Università di Pisa, che ha evidenziato come il Codice favorisca la costruzione di un ecosistema informativo più trasparente e affidabile, rendendo progressivamente più semplice distinguere i contenuti generati dall’intelligenza artificiale da quelli di origine umana.

L’adesione al Codice è volontaria, ma costituisce un importante elemento di tutela per le organizzazioni che intendono dimostrare di aver adottato tutte le misure richieste dalla normativa. Tra le principali aziende del settore, OpenAI ha già aderito all’iniziativa, mentre Meta non ha ancora sottoscritto il documento.

Le nuove disposizioni si inseriscono nel più ampio percorso europeo di regolamentazione del digitale, che comprende anche l’applicazione del Digital Services Act, con particolare attenzione alla qualità dei contenuti online, alla tutela dei consumatori e alla protezione dei minori.

Per le imprese che sviluppano, integrano o utilizzano strumenti di intelligenza artificiale nei propri processi produttivi e comunicativi, si apre una nuova fase nella quale la conformità normativa e la trasparenza rappresenteranno elementi sempre più strategici per operare nel mercato europeo.

 

FF

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