Passaporto Digitale di Prodotto: al via la rivoluzione della tracciabilità nelle filiere produttive europee

Passaporto Digitale di Prodotto: al via la rivoluzione della tracciabilità nelle filiere produttive europee

La trasformazione digitale delle filiere produttive europee entra in una nuova fase con l’introduzione del Passaporto Digitale di Prodotto (Digital Product Passport – DPP), uno degli strumenti cardine della strategia europea per l’economia circolare e la sostenibilità. Entro il 19 luglio è attesa l’operatività del Registro europeo dedicato, che raccoglierà gli identificativi univoci dei DPP e consentirà la consultazione delle informazioni da parte delle autorità competenti, comprese le Dogane, e degli operatori autorizzati.

Il DPP rappresenta una vera e propria “carta d’identità digitale” del prodotto, destinata ad accompagnarlo durante tutto il suo ciclo di vita. Non si tratta di un documento statico, ma di un sistema dinamico che verrà aggiornato in ogni fase della filiera: dalla produzione alla distribuzione, dalla riparazione al ricondizionamento, fino al riciclo finale.

Ogni prodotto interessato dalla normativa dovrà essere identificato attraverso un codice bidimensionale, come un QR Code o un tag RFID, applicato direttamente sul bene o sul relativo imballaggio. La scansione del codice consentirà di accedere a informazioni standardizzate e verificabili riguardanti, tra l’altro, la composizione dei materiali, l’impronta di carbonio, la riparabilità, la riciclabilità, le modalità di smaltimento e gli operatori coinvolti lungo la supply chain.

Il nuovo sistema rafforza la trasparenza del mercato, offrendo ai consumatori strumenti per effettuare scelte più consapevoli e alle imprese l’opportunità di migliorare la gestione delle informazioni tecniche, della manutenzione e del riutilizzo dei prodotti. Parallelamente, le autorità di vigilanza e le Dogane potranno effettuare controlli automatizzati sull’autenticità e sulla conformità dei prodotti immessi nel mercato europeo, con un significativo incremento dell’efficacia delle attività di controllo.

La responsabilità della creazione, dell’aggiornamento e dell’accuratezza del Passaporto Digitale di Prodotto ricade sugli operatori economici che immettono il prodotto sul mercato dell’Unione europea, coinvolgendo l’intera filiera: fabbricanti, rappresentanti autorizzati, importatori, distributori, rivenditori e fornitori di servizi logistici.

L’assenza del DPP nei casi in cui sarà obbligatorio comporterà l’impossibilità di immettere legalmente il prodotto sul mercato europeo, con il conseguente rischio di ritiro dal commercio e l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dalle normative nazionali di recepimento.

L’introduzione dell’obbligo avverrà in modo progressivo. Il calendario definito dalla Commissione europea prevede l’applicazione dal 2026 per ferro, acciaio e batterie industriali; dal 2027 per prodotti tessili, pneumatici e alluminio; dal 2028 per i mobili; dal 2029 per i materassi e dal 2030 per giocattoli, telefoni cellulari e tablet.

Sebbene il pieno dispiegamento del sistema richiederà ancora alcuni anni, è opportuno che le imprese avviino fin da subito un percorso di preparazione, procedendo alla mappatura dei dati di prodotto e all’adeguamento dei sistemi informativi aziendali. La raccolta delle informazioni lungo l’intera catena di fornitura rappresenta infatti un’attività complessa che richiede tempi di implementazione significativi e un forte coinvolgimento di tutti gli operatori della filiera.

 

FF

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