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Whistleblowing: sì del Garante privacy al recepimento della direttiva Ue

Lo schema di decreto legislativo recepisce pressoché tutte le indicazioni fornite dall’Autorità al Governo
Parere favorevole del Garante privacy sullo schema di decreto legislativo che dà attuazione alla direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio, la cd. direttiva whistleblowing.

Lo schema di decreto riconduce ad un unico testo normativo la disciplina relativa alla tutela delle persone che segnalano violazioni di norme, tra le quali quelle in materia di protezione dati, di cui siano venute a conoscenza in ambito lavorativo, sia pubblico che privato. Dall’ambito di applicazione del decreto sono escluse contestazioni o rivendicazioni di carattere personale nei rapporti individuali di lavoro o di impiego pubblico e le segnalazioni di violazioni in materia di sicurezza nazionale o di appalti relativi ad aspetti di difesa o sicurezza nazionale.

Lo schema di decreto legislativo recepisce pressoché tutte le indicazioni fornite dall’Autorità al Governo nell’ambito dei lavori preliminari alla stesura del testo attuale, con particolare riguardo alla nozione di violazione, al perfezionamento degli obblighi di riservatezza, alla revisione del termine massimo di conservazione della documentazione.

Lo schema prescrive che il canale di segnalazione deve garantire la riservatezza assoluta del segnalante, delle persone coinvolte e del contenuto della segnalazione stessa (anche mediante il ricorso alla crittografia).

Le segnalazioni possono essere effettuate in forma scritta, anche con modalità informatiche, in forma orale, per telefono o attraverso sistemi di messagistica vocale, oppure infine mediante un incontro diretto. Le informazioni sulle modalità per effettuare il whistleblowing devono essere pubblicate nel sito internet del datore di lavoro in modo chiaro, visibile e accessibile. Con le stesse modalità e garanzie di riservatezza è inoltre prevista la possibilità di effettuare la segnalazione su di un canale esterno attivato presso l’ANAC in caso di assenza o inefficacia dei canali di segnalazione interna, di timore di ritorsione o pericolo per l’interesse pubblico.

Le segnalazioni possono essere conservate solo per il tempo necessario alla loro definizione e comunque per non più di cinque anni a decorrere dalla data di comunicazione dell’esito finale.
Fonte: Garante Privacy
MIMIT, pubblicato l’atto di indirizzo 2023

Le imprese al centro dell’azione del Ministero

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha firmato l’Atto di indirizzo per la definizione delle priorità politiche per l’anno 2023 con cui ha delineato gli obiettivi e le azioni che orienteranno la programmazione delle attività del Ministero, alla luce dei cambiamenti del quadro di riferimento internazionale dopo il conflitto russo ucraino e la crisi energetica e l’approvvigionamento delle materie prime.
Lo sforzo del Ministero, si legge nel documento, sarà concentrare nel predisporre e rendere operativi strumenti in grado di supportare le imprese nel ruolo di traino per la ripresa economica.

Sei le macroaree sintetizzate nell’atto che evidenziano le priorità del MIMIT:

* sostegno alle imprese attraverso una strategia industriale integrata a livello nazionale ed europeo
* tutela e sostegno del Made in Italy e dei settori strategici nazionali
* autonomia strategica e tecnologica nell’aerospazio, nei settori ad alta innovazione e nelle telecomunicazioni
* rimozione degli oneri burocratici che rallentano gli investimenti delle imprese
* monitoraggio continuo sui prezzi e vigilanza per il buon funzionamento del mercato
* efficienza, efficacia e integrità dell’azione amministrativa.

Il ministro Urso: “Il 2023 sarà un anno di grandi cambiamenti. Il nostro principale obiettivo è quello di riportare le imprese al centro dell’azione di questo Ministero e per questo ho voluto condividere con tutta la struttura questo documento. Lavoreremo insieme con e per tutti gli attori del mondo strategico e produttivo italiano. Insieme per una politica industriale italiana in sintonia con quella europea anche velocizzando gli oneri burocratici che rallentano gli investimenti delle imprese”.

Fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Per maggiori informazioni

* Atto di indirizzo 2023 (pdf) https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/AI_2023_2025.pdf
PNRR Bando FRI – Domande a partire dal 1 marzo 2023
Dalle ore 12.00 del 1 marzo 2023, fino alle ore 12.00 del 31 marzo 2023 sarà possibile presentare on line la domanda dal sito Invitalia; dal 30 gennaio sarà possibile collegarsi alla piattaforma web per scaricare la documentazione
Nel corso della conferenza stampa di questa mattina di presentazione del FRI Turismo (ex art. 3 DL 152/2021), il Ministro Santanchè ha informato che a partire dal prossimo 30 gennaio sarà aperta la piattaforma web da cui le imprese potranno scaricare la documentazione mentre a partire dal 1 marzo la domanda potrà essere presentata on line sul sito di Invitalia.

Ricordiamo che le agevolazioni previste dall’art. 3 DL 152/2021 riguardano investimenti per riqualificazione energetica, antisismica, eliminazione di barriere architettoniche, digitalizzazione, edilizi (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia o installazione di manufatti leggeri), acquisto/rinnovo arredi, di valore compreso tra i 500 mila e i 10 milioni di euro da realizzare entro il 31 dicembre 2025.

Gli incentivi concedibili si articolano in un contributo diretto alla spesa fino al 35% delle spese sostenute (la percentuale varia a seconda della dimensione dell’impresa e dell’ubicazione degli investimenti) e un finanziamento agevolato, con tasso fisso allo 0,50% annuo, di durata fino a 15 anni.

Sul sito di Invitalia è disponibile una specifica sezione dedicata al FRI, accessibile al link: https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/fri-tur

Per la sintesi della misura: https://www.alberghiconfindustria.it/tema/investimenti/notizia/49550/pnrr-bando-fri-finanziamenti-per-ristrutturazione/

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