L’incontro, svoltosi stamani nei locali della Camera di Commercio, ha avuto l’obiettivo di illustrare alle imprese del territorio il valore strategico della certificazione AEO (Operatore Economico Autorizzato) e, più in generale, le opportunità offerte oggi dal sistema doganale in termini di:
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semplificazione operativa;
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riduzione dei tempi e dei costi nei traffici internazionali;
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miglioramento della compliance;
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rafforzamento della competitività sui mercati esteri.
Dal dibattito è emersa con forza l’idea che la dogana non debba più essere percepita solo come presidio di controllo, ma sempre più come partner istituzionale dello sviluppo, capace di accompagnare le imprese nei percorsi di internazionalizzazione, sicurezza della supply chain e corretto utilizzo degli strumenti doganali.
L’iniziativa si inserisce in un momento particolarmente favorevole per il territorio siracusano, anche in relazione alla rinnovata centralità del sistema portuale locale e alla possibilità di rafforzare i flussi di export e import via container.
È stato ribadito che l’AEO non è un mero adempimento formale, ma una qualificazione di affidabilità riconosciuta dall’Amministrazione doganale, che consente alle imprese di accedere a vantaggi concreti.
L’AEO è stato presentato come il vero “centro di gravità” delle semplificazioni doganali, poiché rappresenta la base per l’accesso a ulteriori autorizzazioni e procedure avanzate.
Tra i principali benefici richiamati dai relatori:
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minore incidenza dei controlli fisici e documentali;
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priorità nella gestione delle operazioni selezionate a controllo;
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migliore rapporto con l’amministrazione doganale;
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accesso facilitato a semplificazioni e autorizzazioni ulteriori;
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maggiore affidabilità percepita nei confronti di clienti, partner e mercati esteri;
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utilità particolarmente elevata nei rapporti con Paesi terzi e nelle catene logistiche internazionali;
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rilievo strategico nei rapporti con il mercato USA e con i sistemi di mutuo riconoscimento internazionale.
Uno dei passaggi più importanti del seminario è stato il richiamo alla trasformazione culturale in atto nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli:
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il rapporto con l’impresa tende sempre più verso modelli di cooperative compliance;
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la dogana punta a profilare meglio gli operatori affidabili, concentrando i controlli dove il rischio è maggiore;
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nei confronti delle imprese sane, la funzione doganale può diventare anche una forma di accompagnamento e di prevenzione degli errori, evitando criticità future.
È stato sottolineato che l’accesso ai percorsi AEO non deve spaventare le imprese: l’istruttoria non è stata presentata come un’ispezione repressiva, ma come una verifica orientata a certificare organizzazione, correttezza e solidità.
Tutti gli interventi hanno messo in evidenza che molte imprese non utilizzano pienamente gli strumenti doganali disponibili semplicemente perché non li conoscono, oppure li affrontano in modo occasionale.
È emersa quindi la necessità di:
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diffondere cultura doganale di base presso le aziende;
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favorire un primo check-up interno su processi, codici doganali, Incoterms, prove di esportazione, origine e classificazione delle merci;
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aiutare le imprese a comprendere quando l’AEO sia davvero utile e quando invece possano essere più adatte altre procedure o autorizzazioni.
Nel corso dell’incontro è stato richiamato il mutato scenario del territorio, con particolare riferimento alla maggiore rilevanza del sistema portuale siracusano/augustano e alla possibilità di rafforzare i traffici commerciali e containerizzati.
Questo elemento rende oggi ancora più attuale un’azione associativa volta a:
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accompagnare le imprese all’uso corretto degli strumenti doganali;
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far crescere la base delle imprese esportatrici;
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rafforzare la capacità locale di gestire operazioni internazionali in modo competitivo e conforme.
È stato chiarito che l’AEO è una autorizzazione fondata su una valutazione complessiva dell’affidabilità dell’operatore. I requisiti principali richiamati sono:
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rispetto della normativa doganale e fiscale;
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assenza di violazioni gravi o ripetute;
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adeguato sistema di scritture e tracciabilità contabile/logistica;
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solvibilità finanziaria;
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standard pratici di competenza professionale;
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per i profili di sicurezza, adeguate misure di security della catena logistica.
La procedura parte da un’istanza dell’impresa, accompagnata dal questionario di autovalutazione, e prevede una fase istruttoria con tempi definiti. È emerso che il questionario ha anche un valore interno per l’impresa, perché costringe a fare un check-up serio della propria organizzazione.
Il seminario ha collocato l’AEO nel più ampio processo di evoluzione della dogana europea verso:
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digitalizzazione integrale delle procedure;
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sportello unico dei controlli;
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approccio data-driven;
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maggiore utilizzo di dati affidabili e integrati;
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riduzione degli adempimenti formali a favore di controlli mirati e sistemici.
Tra i temi richiamati nelle slide e negli interventi:
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futuro passaggio verso modelli come Trust and Check Trader;
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crescente rilevanza del Data Hub doganale europeo;
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ruolo di intelligenza artificiale e analisi predittiva;
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rafforzamento del rapporto tra dogana, porti, logistica e piattaforme digitali;
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nuovi strumenti collegati alla transizione ecologica e alle politiche europee, inclusi i meccanismi ambientali come il CBAM.
Dalle slide proiettate è emerso un dato di contesto: in Sicilia il numero degli operatori AEO risulta ancora contenuto, con margini di crescita significativi. Per Siracusa il dato evidenzia la presenza di uno spazio concreto per promuovere nuove adesioni e accompagnare più imprese verso percorsi di certificazione e semplificazione.










