Carburanti sostenibili per l’aviazione: una filiera strategica per competitività, innovazione e transizione energetica

Carburanti sostenibili per l’aviazione: una filiera strategica per competitività, innovazione e transizione energetica

Lo sviluppo di una filiera nazionale dei Sustainable Aviation Fuel (SAF) rappresenta una delle principali opportunità per accompagnare la decarbonizzazione del trasporto aereo e rafforzare la competitività del sistema industriale italiano. È quanto emerge dallo studio “Filiere nazionali per la produzione di SAF: potenziali sinergie con il settore agro-industriale e strategie di insetting per la riduzione delle emissioni”, realizzato dal Politecnico di Torino per la Fondazione Pacta.

A differenza di altri comparti dei trasporti, l’aviazione civile presenta limitate possibilità di elettrificazione nel breve e medio termine. Per questo motivo, i carburanti sostenibili rappresentano oggi la soluzione più concreta per ridurre le emissioni del settore, essendo pienamente compatibili con le infrastrutture e i motori attualmente in uso.

L’Italia dispone di un importante potenziale produttivo grazie alla disponibilità di biomasse agricole e forestali, residui di lavorazione, oli alimentari esausti e grassi animali, risorse che potrebbero alimentare una filiera nazionale capace di contribuire agli obiettivi fissati dal Regolamento europeo ReFuelEU Aviation, che prevede un utilizzo crescente di SAF negli aeroporti dell’Unione Europea fino a raggiungere il 70% entro il 2050.

Lo studio evidenzia come, nel breve periodo, la produzione sarà sostenuta principalmente da oli esausti e grassi animali, mentre dopo il 2030 assumeranno un ruolo sempre più rilevante le biomasse lignocellulosiche e le colture dedicate su terreni marginali. Le simulazioni realizzate indicano che, con adeguati investimenti e una gestione efficiente delle risorse disponibili, l’Italia potrebbe coprire una quota significativa della domanda nazionale di carburanti sostenibili, contribuendo alla progressiva sostituzione dei combustibili fossili nel trasporto aereo.

Tra gli elementi più innovativi analizzati dallo studio figurano le strategie di insetting, che consentono di ridurre ulteriormente le emissioni intervenendo direttamente lungo la filiera produttiva attraverso pratiche di agricoltura rigenerativa, carbon farming, valorizzazione dei residui agricoli e utilizzo del biochar. Soluzioni che, oltre ai benefici ambientali, possono generare valore per il comparto agricolo e industriale, rafforzando la sostenibilità complessiva della catena produttiva.

Per consentire la crescita della filiera, gli esperti sottolineano la necessità di un quadro normativo stabile e di politiche industriali in grado di favorire gli investimenti, semplificare le procedure autorizzative e garantire una maggiore integrazione tra le politiche agricole, energetiche e industriali.

La produzione nazionale di SAF rappresenta quindi non solo una risposta agli obiettivi europei di decarbonizzazione, ma anche un’importante leva di sviluppo per il sistema produttivo italiano. Una filiera capace di valorizzare le risorse del territorio, rafforzare la sicurezza energetica, sostenere l’innovazione e creare nuove opportunità di crescita per imprese, agricoltura e industria, contribuendo alla costruzione di un’economia sempre più competitiva e sostenibile.

 

FF

 

 

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