APPALTI PUBBLICI: I CRITERI AMBIENTALI MINIMI SI APPLICANO ANCHE AI CONTRATTI SOTTOSOGLIA

APPALTI PUBBLICI: I CRITERI AMBIENTALI MINIMI SI APPLICANO ANCHE AI CONTRATTI SOTTOSOGLIA

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) hanno pubblicato una nota interpretativa, attualmente in consultazione, sulla corretta applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (Cam) negli appalti pubblici.

Il documento ribadisce che i Cam costituiscono obblighi cogenti per le stazioni appaltanti e devono essere concretamente inseriti nella documentazione progettuale e di gara, a partire dalla fase di progettazione.

L’obbligo riguarda tutti i contratti pubblici, indipendentemente dall’importo, sia nei settori ordinari sia in quelli speciali. Sono pertanto inclusi anche i contratti sottosoglia e gli affidamenti diretti.

La mancata applicazione dei Cam può determinare l’illegittimità della documentazione di gara, con conseguente possibilità di impugnazione.

Fa eccezione l’affidamento in house, per il quale la scelta di applicare la disciplina Cam è rimessa alla discrezionalità dell’amministrazione. Anac e Mase ne ritengono comunque auspicabile l’utilizzo, al fine di garantire uniformità sotto il profilo ambientale nelle azioni delle amministrazioni pubbliche.

Il chiarimento assume particolare rilievo per imprese e operatori economici che partecipano alle procedure di affidamento pubblico, chiamati a prestare attenzione ai requisiti ambientali previsti per le diverse categorie di appalto e alle modalità con cui questi vengono recepiti nella documentazione di gara.

Sono attualmente 14 i decreti Cam vigenti, relativi a specifiche categorie di beni, servizi e lavori.

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