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Protocollo di Legalità Naz.le

Il 1° giugno 2022 Confindustria e il Ministero dell’Interno hanno sottoscritto il nuovo Protocollo di Legalità, siglato per la prima volta nel 2010, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione istituzionale contro le infiltrazioni criminali nell’economia e a tutela delle imprese sane e della libera concorrenza.

Confindustria, insieme alle Associazione e alle imprese aderenti, è da anni in prima linea per promuovere la cultura della legalità, del buon mercato e del “fare impresa” bene e responsabilmente, al fine di scongiurare i tentativi delle organizzazioni mafiose di riciclare i proventi delle attività illegali attraverso il tessuto produttivo.

Dopo la sospensione del precedente accordo, intervenuta a gennaio 2020 a seguito di una pronuncia del Consiglio di Stato – che aveva rilevato come la documentazione antimafia non potesse essere utilizzata nei rapporti contrattuali tra privati – i lavori con il Ministero per il rinnovo sono ripresi nel 2021, anche grazie al nuovo articolo 83-bis al Codice Antimafia – introdotto dal c.d. DL Semplificazioni del luglio 2020 – in base al quale i Protocolli di legalità rappresentano lo strumento per realizzare i predetti controlli proprio nei rapporti tra privati.

Alla luce della passata esperienza, di alcune criticità rilevate in fase attuativa e delle proposte di semplificazione provenienti dal Sistema, il nuovo Protocollo introduce diverse novità volte ad alleggerire gli oneri a carico delle imprese e superare l’ostacolo dei lunghi tempi per il rilascio della documentazione antimafia, dovuti anche al sovraccarico di lavoro delle Prefetture.

In quest’ottica, fermo restando l’obiettivo del rafforzamento dei presidi antimafia nei rapporti economici tra privati (rilascio della comunicazione o informazione liberatoria per imprese associate e loro fornitori), si è ritenuto necessario prevedere;

  1. una semplificazione delle modalità attuative con delle nuove soglie contrattuali, riferite solo ai rapporti privati, per i quali scattano i controlli antimafia;
  2. l’accesso diretto delle Associazioni alla Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia – BDNA – per ottenere tale documentazione senza dover trasferire le richieste alle Prefetture;
  3. la valorizzazione delle c.d. White list e dell’Anagrafe antimafia degli esecutori, esplicitando che l’iscrizione in tali elenchi, equivale al rilascio dell’informazione liberatoria

La firma del Protocollo con il Ministero dell’Interno rappresenta un’azione concreta di prevenzione contro la criminalità organizzata, che può minacciare il buon governo delle imprese e lo sviluppo del Paese. Le Associazioni e le imprese che volontariamente decideranno di aderire avranno un ruolo fondamentale per contribuire fattivamente alla costruzione di un’economia “sana”, veramente concorrenziale, basata sul merito e sulla capacità imprenditoriale, attraverso un sistema che mira a prevenire, con i controlli antimafia, attività illegali nei contratti tra privati.

Le imprese aderenti potranno, quindi, proteggere con strumenti concreti la propria attività selezionando i fornitori, ottenere dei benefici dal punto di vista reputazionale nei rapporti commerciali, nonché ottenere un punteggio aggiuntivo nella richiesta del rating di legalità rilasciato dall’AGCM.

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