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Ciclovia della Magna Grecia: una grande occasione per il turismo slow

Ciclovia della Magna Grecia: una grande occasione per il turismo slow

La Ciclovia della Magna Grecia è un ambizioso itinerario cicloturistico che attraversa Basilicata, Calabria e Sicilia, per complessivi tra 1.000 e 1.130 km, collegando storiche colonie greche da Taranto/Metaponto fino a Pozzallo (Siracusa).
Il tratto calabrese rappresenta circa 800 km (465 km sul versante ionico, 305 km sul versante tirrenico, più 30 km sull’asse Catanzaro–Lamezia Terme), mentre la Basilicata conta circa 100 km e la Sicilia circa 230 km. Interessa anche la provincia di Siracusa, con un tracciato costiero che, una volta completato, collegherà tutta la costa ionica dalla Basilicata alla Sicilia sud-orientale, fino a Pozzallo, attraversando località come Augusta, Siracusa, Avola, Noto e Pachino.

Si tratta di un’infrastruttura dedicata al cicloturismo slow e sostenibile, in grado di generare un indotto economico importante per le imprese turistiche, artigiane, ricettive e agricole del nostro territorio.

Potenzialità turistiche

  • Cultura millenaria e archeologia: tocca siti come Taranto, Metaponto, Reggio Calabria e i Bronzi di Riace, con musei e percorsi archeologici urbani

  • Paesaggio e natura: la ciclovia attraversa coste ioniche, colline collinari, dorsali tirreniche e ambienti fluviali. Il paesaggio della Piana di Metaponto è un esempio di recupero di bonifica e valorizzazione territoriale

  • Turismo lento ed esperienziale: ideale per cicloturismo, enogastronomia, turismo rurale e slow travel nelle aree interne, spesso escluse dal turismo di massa.

  • Intermodalità e servizi: il percorso è pensato per integrarsi con ferrovie, porti e altri itinerari EuroVelo (in particolare EuroVelo 7).

Un’opportunità per attrarre nuovi flussi turistici

Secondo dati di settore, il turismo in bicicletta genera una spesa media giornaliera di circa 75–90 euro per persona, superiore a quella del turismo balneare tradizionale. I territori che hanno già investito su ciclovie turistiche (come il Trentino, l’Alto Adige e alcune aree dell’Emilia-Romagna e della Toscana) registrano incrementi significativi del PIL locale, con migliaia di presenze in più e sviluppo di nuove attività connesse: bike hotel, officine mobili, agriturismi, esperienze guidate, noleggi, e-bike, B&B diffusi.

La provincia di Siracusa, con la ricchezza dei suoi paesaggi costieri, i siti UNESCO (come Pantalica e la Val di Noto), i borghi storici e le riserve naturali, può diventare una destinazione leader del cicloturismo nel Sud Italia.

Lo stato dell’opera: perché non è ancora completata

1. Gravi ritardi amministrativi

Nonostante i finanziamenti siano stati stanziati già tra il 2016 e il 2017 (oltre 60 milioni per la sola ciclovia della Magna Grecia, parte dei circa 374 milioni complessivi per tutte le ciclovie turistiche), l’avanzamento risulta lento. La Corte dei Conti ha rilevato che sono stati effettivamente spesi solo pochi milioni rispetto ai fondi stanziati, con il Tavolo di monitoraggio promesso nel 2018 mai attivato.
Altri itinerari simili sono anch’essi in ritardo, rivelando inefficienze organizzative diffuse.

2. Frammentazione istituzionale e mancanza di governance centralizzata

Le Regioni hanno gestito autonomamente il processo progettuale, con forti discrepanze tra procedure, costi per km e tempistiche. Mancanza di uffici tecnici strutturati ha portato a deleghe eccessive a poche persone o soggetti esterni, rallentando il processo.

3. Complessità tecnica e territoriale

Il tracciato attraversa zone con geomorfologia complessa: fiumare calabresi, dune costiere, sedimi ferroviari dismessi, richiudendo in molti casi passerelle, ponti e percorsi protetti. Richiede un progetto di qualità (sicurezza, accessibilità, intermodalità) che rispetti standard del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche.

La Ciclovia della Magna Grecia è un progetto potenzialmente strategico per il rilancio turistico sostenibile del Sud Italia: oltre 1.000 km di percorso, ricco patrimonio culturale, paesaggistico e comunità locali da valorizzare.
Il ritardo deriva da inefficienze organizzative, frammentazione istituzionale e complessità tecnica: superare questi nodi richiede un mix di governance più coesa, accelerazione progettuale, coinvolgimento pubblico‑privato e promozione integrata.
Con le giuste azioni coordinate , il suo completamento può trasformarsi in un volano turistico per le regioni coinvolte—una vera “autostrada delle biciclette” nel cuore del Mediterraneo.

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