La Commissione europea ha presentato la nuova Strategia europea per i porti, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo degli scali marittimi come infrastrutture strategiche per la competitività industriale, la sicurezza economica e la transizione energetica dell’Unione.
La strategia riconosce che i porti europei non sono soltanto nodi logistici, ma hub attraverso cui transitano flussi commerciali, energetici e digitali fondamentali per l’autonomia economica dell’Europa.
Il piano europeo si articola in cinque pilastri principali:
-
Competitività e digitalizzazione dei porti e delle catene logistiche
-
Transizione energetica, con elettrificazione delle banchine e carburanti alternativi
-
Sicurezza delle infrastrutture portuali e controllo degli investimenti strategici
-
Accesso ai finanziamenti europei per infrastrutture e innovazione
-
Sviluppo delle competenze e della blue economy
Tra i temi più rilevanti emerge anche la revisione del sistema ETS per il trasporto marittimo prevista nel 2026, che dovrà tenere conto del rischio di deviazione dei traffici verso porti extra-UE.
Confindustria accoglie positivamente l’iniziativa, sottolineando però la necessità di garantire condizioni di concorrenza equilibrate a livello globale, evitando che le politiche climatiche europee penalizzino il sistema portuale e marittimo dell’Unione.
La strategia rappresenta quindi un passaggio importante per rafforzare il ruolo dei porti europei nella logistica globale, nella transizione energetica e nello sviluppo industriale delle regioni costiere e insulari.
Allegati
| File | Dimensione del file |
|---|---|
Nota COPRE - Strategia europea per i porti
|
233 KB |










