Lo scorso agosto il Governo ha trasmesso al Parlamento lo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/2881 sulla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, attualmente all’esame delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato.
Lo schema introduce una revisione significativa della disciplina nazionale, con nuovi valori limite per i principali inquinanti, il rafforzamento degli strumenti di monitoraggio, modellizzazione e pianificazione e la previsione di tabelle di marcia per il conseguimento dei nuovi standard a partire dal 2030.
Tra le novità figura inoltre una specifica disciplina della qualità dell’aria indoor, applicabile dal 2028 a strutture sanitarie, scuole e uffici, nonché il rafforzamento degli obblighi di informazione al pubblico sui livelli di qualità dell’aria e sui relativi rischi.
In vista dell’espressione dei pareri parlamentari, Confindustria ha predisposto una memoria e avviato interlocuzioni in sede parlamentare, evidenziando alcune criticità del provvedimento.
Pur condividendo gli obiettivi di tutela della salute e dell’ambiente, Confindustria richiama l’attenzione sul livello di ambizione e sulle tempistiche dei nuovi standard, nonché sul rischio di introdurre oneri e restrizioni sproporzionati a carico delle attività produttive.
La richiesta è di procedere all’attuazione della direttiva senza ulteriori irrigidimenti a livello nazionale, valorizzando le clausole di flessibilità previste dalla normativa europea e garantendo il rispetto dei principi di proporzionalità, certezza del diritto, neutralità tecnologica e sostenibilità economica.
Per approfondire i contenuti della posizione di Confindustria, è disponibile, in allegato, la Memoria sullo schema di decreto legislativo sulla qualità dell’aria.
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Allegati
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Memoria-Confindustria-schema-di-decreto-qualita-dellaria_18.09.2026
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