INFORMAZIONI SULLA SITUAZIONE DEL TRAFORO DEL FREJUS
Confindustria, in collaborazione con i Colleghi della Confindustria Piemonte, ha monitorato con grande attenzione la situazione dei valichi alpini del Nord Ovest, a seguito della frana verificatesi nel pomeriggio di domenica 27 agosto nella valle francese della Maurienne, in Savoia, e che ha portato alla chiusura del traforo del Frèjus, con le gravi problematiche conseguenti sul traffico merci e passeggeri, da e verso il versante francese.
La criticità della situazione è stata ulteriormente acuita in considerazione della programmata chiusura per manutenzione fino al 18 dicembre p.v. (e così per i prossimi 18 anni) del Traforo del Monte Bianco, originariamente prevista dal primo lunedì di settembre (4 settembre).
In particolare, i punti principali attenzionati, in diretto contatto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nonché con la Regione Piemonte, sono stati:
1. la tempistica per la riapertura dell’A43, che porta al Traforo del Frejus;
2. il rinvio della chiusura del traforo del Monte Bianco;
3. soluzioni eventuali alternative per il traffico merci sul Traforo del Monte Bianco.
Quanto al primo punto, la riapertura dell’A43 anche per i mezzi pesanti, inizialmente prevista per i primi giorni di questa settimana è stata posticipata alla data del 9 settembre, al fine di consentire la messa in sicurezza di alcuni costoni di roccia in vetta, sul versante francese, da dove è partita la frana, e laddove le condizioni tecniche e metereologiche lo permetteranno.
Sul secondo punto, dopo diverse sollecitazioni, il GEIE-Gruppo europeo di interesse economico TMB del traforo del Monte Bianco, ossia la struttura congiunta creata dalle due concessionarie italiana e francese, ha comunicato il 1° settembre il rinvio dei lavori di ristrutturazione della volta del traforo del Monte Bianco. Il Traforo rimarrĂ pertanto aperto sino alla ripresa regolare del traffico sull’autostrada francese A43 e della riapertura del tunnel del Fréjus ai mezzi pesanti. In questo senso, come richiesto da piĂą parti, è stata data prioritĂ al mantenimento costante degli scambi commerciali tra Italia e Francia.
Sebbene il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avesse richiesto il rinvio di un anno, il traforo resterĂ invece aperto fino a quando non tornerĂ percorribile il principale itinerario alternativo tra l’Italia settentrionale e la Francia centrale, ossia il Frejus.
Sono invece previsti tempi piĂą lunghi, circa due mesi, per la riapertura al traffico ferroviario.
In questo quadro, i tempi di attesa per l’ingresso nel traforo del Monte Bianco, da entrambi i versanti, continuano a superare le due ore.
Quanto al terzo punto, è ritornata di grande attualitĂ l’ipotesi della costruzione della “seconda canna” del Traforo del Monte Bianco, quale soluzione concreta di ulteriore efficientamento dei flussi di traffico – in particolare import e, soprattutto, export merci verso l’Europa – in considerazione della giĂ presenza dei fondi (1mld) e con lavori che sarebbero conclusi nell’arco temporale di un quinquennio.
In concreto – nel quinquennio previsto di lavori per la costruzione della seconda canna del tunnel del Monte Bianco – la chiusura per manutenzione della prima canna sarebbe limitata a qualche settimana all’anno. Ad ultimazione dei lavori, ed entrata in funzione della seconda canna, il primo tunnel verrebbe chiuso per il tempo di completamento dei lavori di manutenzione.
Tale ragionevole soluzione, avrebbe un evidente impatto molto positivo sul traffico merci anche in considerazione del fatto che ad inizio 2024 sarĂ operativa la “seconda canna” del Traforo del Frèjus.
VALICHI ALPINI
A fine agosto (29 agosto) , si è svolta una riunione operativa presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporticper fare il punto della situazione dei valichi alpini, ritenuti dossier prioritari.
Su Fréjus e Monte Bianco, è attivo un canale di dialogo con la Francia e la SocietĂ di Gestione per concordare le iniziative da intraprendere in seguito alla frana che ha portato alla chiusura del Frejus e, nel medio termine, definire le modalitĂ piĂą idonee per i lavori di messa in sicurezza della galleria del Traforo del Monte Bianco.
Sul Brennero, Il Ministero è al lavoro per il ricorso alla Corte di Giustizia contro i divieti unilaterali austriaci, a fronte dello stallo nel negoziato promosso dalla Commissione Europea, a causa dell’intransigenza austriaca.
L’asse stradale del Brennero costituisce il principale collegamento tra l’Italia e il Nord Europa e, pertanto, ostacolare la libera circolazione delle merci lungo tale asse significa danneggiare l’export italiano.
PROSPOSTA DI REGOLAMENTO EUROPEO EURO 7.
Prosegue l’iter legislativo sulla proposta di Regolamento Euro 7.
Prima della pausa estiva, sono stati definiti i testi definitivi dei tre report relativi al dossier Euro 7 approvati a luglio dalle Commissioni parlamentari ITRE, IMCO e TRAN.
Venerdì 1° settembre, è stata discussa l’ultima proposta di testo di compromesso della Presidenza spagnola su Euro 7 (ancora riservato), in sede di gruppo di lavoro del Consiglio Europeo.
Gli standard Euro 7 stabiliscono i limiti massimi consentiti per le emissioni inquinanti prodotte dai motori a combustione interna. L’obiettivo principale delle regole è ridurre le emissioni di ossidi di azoto (NOx), particolato (PM), idrocarburi (HC) e monossido di carbonio.
Per la prima volta, inoltre, la nuova norma andrĂ a regolare le emissioni di particolato derivante dall’usura di pneumatici e freni, anche per le auto elettriche.
La proposta non gode di un sostegno unanime all’interno dell’Unione. Otto Paesi europei – Italia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria – hanno formato un’alleanza contro l’Euro 7, inviando un non-paper congiunto alla Commissione europea, per illustrare le principali preoccupazioni comuni sul disegno di regolamento che non appare realistico e rischia di avere effetti negativi sugli investimenti nel settore, giĂ impegnato nella transizione verso l’elettrico.
La proposta non è priva di problematiche anche secondo l’Associazione europea dei costruttori di auto (Acea). In sintesi, le nuove regole avrebbero un impatto ambientale basso a fronte di costi da 4 a 10 volte superiori. Il report stima che i costi per veicolo sarebbero superiori di circa 2mila euro per le auto e furgoni con motore a combustione interna e quasi 12mila euro se riferiti ai camion e agli autobus diesel. L’Associazione europea ha inoltre sottolineato che queste stime comprendono soltanto i costi diretti di produzione, principalmente dal punto di vista sia delle attrezzature che dagli investimenti. E oltre a questi, la nuova norma genererebbe anche costi indiretti, come un maggior consumo di carburante. Tutti questi aumenti ricadrebbero sui consumatori.
La nostra delegazione di BXL – riconoscendo un approccio positivo al testo di compromesso della Presidenza spagnola – ha provveduto a fornire specifiche indicazioni ai componenti del citato Gruppo di lavoro.
In particolare:
* Per gli SVM e USVM: ritornare alla definizione legata ai volumi relativi al mercato UE e di spostare al 2035 l’entrata in vigore di Euro 7 (per tutte le categorie M ed N). RimarrĂ da definire quali sono i volumi annuali di mercato UE per considerare SVM gli OEM che producono veicoli Heavy Duty (M2, M3, N2, N3);
* Per gli OBD e OBM: far riferimento solo alla misura degli NOx perché le sonde montate su veicolo non sono ancora state perfezionate per gli altri inquinanti;
* Positivo che la Spagna abbia portato avanti le date di applicazione: occorre tuttavia esprimerle in riferimento alla data di pubblicazione dei regolamenti secondari con le specifiche tecniche di omologazione. Richiesta, inoltre, di 36 mesi per nuovi tipi e 48 mesi per tutti i veicoli nuovi (Light Duty); 48 mesi per nuovi tipi e 60 mesi per tutti i veicoli nuovi (Heavy Duty);
* Positiva l’esenzione degli autobus urbani (nuovo articolo 8a) in caso i negoziati sulla revisione del regolamento CO2 HDV confermino l’obbligo di vendita di bus urbani a zero emissioni a partire dal 2030 (ci sarebbe di fatto un “ban” del motore dal 2030);
* Per tutte le categorie di veicoli fondamentale – in considerazione delle modifiche apportate per l’entrata in vigore – una modifica all’entrata in vigore della legislazione secondaria che andrebbe ridotto al fine di garantire un tempo adeguato per l’aggiornamento dei veicoli prima della data di applicazione dei nuovi requisiti;
* Mantenimento delle procedure di prova Euro 6 ed Euro VI, senza aggiungere ulteriori inquinanti e senza rivoluzionare le prove Heavy Duty (che si manterrebbero su motore a banco);
* Sui pneumatici:
condivisione che la Spagna abbia lasciato indeterminata la data di applicazione dei limiti di emissione di particolato d’usura prodotto dagli pneumatici;
necessitĂ distinzione tra le tipologie C1, C2, C3 (art. 11), non coerente con l’approccio dell’articolo 10 che distingue tra tipologie di veicoli;
possibilitĂ di poter svuotare gli stock dei distributori con previsione di una teistica di almeno 30 mesi di tempo per la messa in servizio: il tempo previsto di 12 mesi per i potrebbe non essere sufficiente visto che si tratta di prodotti senza scadenza con ampia durabilitĂ .
prevedere, nella Tabella 6 annex I che l’abrasione sia espressa oltre che g/1000 km, anche indicando la standardizzazione per il carico, che è un parametro fondamentale per la misurazione dell’abrasione. Proposta di modificare la formula come segue: g/1000km/t
* necessitĂ di inserire anche nel testo del Consiglio.- in linea con quanto giĂ approvato nel documento di compromesso della Commissione ITRE del Parlamento europeo – le definizioni, che introducono i c.d. “Carbon Neutral Fuels” ed il “Carbon Correction Factor”, necessari per garantire l’impiego di biocarburanti e carburanti rinnovabili anche oltre il 2035.
PROCLAMAZIONE SCIOPERO NEL SETTORE ELICOTTERISTICO (EX DELIBERA 12/461 REGOLAMENTAZIONE PROVVISORIA DELLE PRESTAZIONI INDISPENSABILI E DELLE ALTRE MISURE DI CUI ALL’ART. 2, COMMA 2, DELLA LEGGE N. 146 DEL 1990, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI.
Si informa che i Dipartimenti nazionali Trasporto Aereo – CGIL UILT UGL ha proclamato uno sciopero generale di 24 ore, dalle ore 18,00 del 20 settembre alla ore 18,00 del 21 settembre di tutto il personale privato dei piloti di elicottero.










