Confindustria esprime un giudizio complessivamente positivo sul disegno di legge di riforma della governance portuale attualmente all’esame del Parlamento, ma chiede una serie di correttivi ritenuti essenziali per garantire efficienza amministrativa, certezza degli investimenti e competitività del sistema logistico nazionale. Le osservazioni sono state presentate nel corso dell’audizione presso la Commissione Trasporti della Camera.
Secondo gli industriali, la futura “Porti d’Italia S.p.A.” dovrà operare esclusivamente come strumento pubblico di supporto tecnico e operativo per la realizzazione delle opere strategiche, senza sostituire progressivamente le Autorità di Sistema Portuale nelle attività ordinarie di gestione dei porti.
Tra le principali richieste avanzate da Confindustria figurano:
- mantenere un chiaro equilibrio tra la nuova società pubblica e le Autorità di Sistema Portuale;
- accelerare la realizzazione delle infrastrutture prioritarie collegate ai corridoi europei TEN-T;
- garantire un quadro stabile delle concessioni portuali, fondamentale per attrarre investimenti privati;
- assicurare una pianificazione nazionale coordinata con il coinvolgimento delle Regioni e dei territori;
- introdurre un sistema di finanziamento stabile per le opere strategiche senza ridurre le risorse destinate alle Autorità Portuali.
Le ricadute per le imprese
Per le aziende manifatturiere, della logistica, dell’energia e dell’export, una riforma efficace della governance portuale rappresenta un fattore determinante per:
- ridurre tempi e costi della logistica;
- migliorare l’integrazione tra porti, ferrovie e retroporti;
- aumentare la competitività delle esportazioni italiane;
- accelerare gli investimenti nelle infrastrutture strategiche.
Confindustria evidenzia inoltre che la classificazione delle opere prioritarie non dovrebbe basarsi esclusivamente sulla posizione geografica dei porti, ma anche sul loro ruolo all’interno delle filiere produttive e del sistema economico nazionale.
Un tema strategico anche per la Sicilia e Siracusa
La riforma assume particolare rilievo per il sistema produttivo siciliano. Il porto di Siracusa-Augusta rappresenta infatti uno dei principali poli logistici ed energetici del Mediterraneo, con un ruolo centrale per l’industria, l’energia, la chimica, la cantieristica e l’export.
Una governance più efficiente, accompagnata da investimenti nelle connessioni ferroviarie e retroportuali, potrà rafforzare ulteriormente la competitività delle imprese del territorio e sostenere lo sviluppo della ZES Unica del Mezzogiorno.
Confindustria Siracusa continuerà a seguire l’iter parlamentare della riforma, informando tempestivamente le imprese associate sugli sviluppi normativi e sulle opportunità che potranno derivare dal nuovo assetto della governance portuale.









