Audizione Confindustria DDL 1836 (CCUS, H2 e Reg. UE Metano)

Audizione Confindustria DDL 1836 (CCUS, H2 e Reg. UE Metano)

Confindustria ha partecipato al ciclo di audizioni avviato dalla Commissione Ambiente del Senato nell’ambito dell’esame del Disegno di Legge n. 1836, collegato alla manovra di finanza pubblica, presentando le proprie osservazioni e proposte di modifica sul testo nella memoria parlamentare depositata.

Il provvedimento interviene su tre ambiti strategici per la transizione energetica:

  1. lo sviluppo della filiera CCUS;
  2. la regolazione del mercato dell’idrogeno;
  3. l’attuazione del Regolamento europeo sulla riduzione sulle emissioni di metano nel settore dell’energia (Reg. (UE) 2024/1787).

Confindustria ha espresso una valutazione positiva sull’impianto generale del DDL, in particolare per il riconoscimento della CCUS come leva essenziale per la decarbonizzazione dell’industria e del termoelettrico. Al tempo stesso, ha evidenziato la necessità di accompagnare il nuovo quadro normativo con strumenti di sostegno alla cattura della CO₂, meccanismi di garanzia per gli investimenti, procedure autorizzative semplificate e criteri di allocazione dei costi che non penalizzino i settori industriali maggiormente esposti alla competizione internazionale.

Con riferimento all’idrogeno, Confindustria ha condiviso l’esigenza di un quadro regolatorio certo e coordinato, evidenziando tuttavia la necessità di un approccio pragmatico e tecnologicamente neutrale, in grado di valorizzare tutte le soluzioni utili alla decarbonizzazione e sostenibili per le imprese.

Particolare attenzione è stata dedicata all’attuazione del Regolamento europeo sulle emissioni di metano nel settore energetico. Confindustria condivide gli obiettivi di riduzione delle emissioni, ma ha sottolineato l’esigenza che obblighi e sanzioni siano applicati secondo criteri di proporzionalità, gradualità e certezza del diritto. Il rischio è che un’applicazione rigida del quadro sanzionatorio possa incidere sulla sicurezza degli approvvigionamenti, sulla diversificazione delle fonti, sulla produzione domestica di Oil & Gas e sui costi energetici per le imprese. Le maggiori criticità riguardano, in particolare, le forniture provenienti da Paesi terzi, rispetto alle quali gli importatori europei non dispongono di leve dirette per controllare dati, informazioni e comportamenti dei produttori extra-UE, e la produzione nazionale, per la quale occorre evitare obblighi non proporzionati rispetto alla maturità degli asset, alla vita utile residua e al livello emissivo potenziale. Per queste ragioni, Confindustria ha chiesto di introdurre correttivi puntuali al sistema sanzionatorio, prevedendo un regime transitorio adeguato, il completamento del quadro tecnico europeo prima dell’effettiva applicazione delle sanzioni e criteri chiari per distinguere tra obblighi direttamente controllabili dagli operatori e obblighi dipendenti da soggetti terzi. È allegato il testo della memoria parlamentare presentata da Confindustria.

 Per maggiori dettagli sul posizionamento è possibile consultare il documento allegato.

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pdf Memoria Parlamentare Confindustria DDL 1836 - giugno 2026 259 KB
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